PiazzaParola – Un classico e voci contemporanee

2018 - Ottava edizione

MADAME BOVARY - LE DONNE CHE LEGGONO SONO PERICOLOSE

Alexander Deineka, Lettrice, 1934

EMMA, ANNA, JANE E LE ALTRE - LE DONNE CHE LEGGONO SONO PERICOLOSE

Le donne che leggono sono pericolose e le donne che scrivono vivono pericolosamente - così ci dicono Elke Heidenreich e Stefano Bollmann nel loro viaggio alla scoperta delle donne lettrici, ritratte attraverso i secoli nei quadri di grandi artisti come Corinth, Boucher, Rembrandt, van Gogh, e molti altri.

È soprattutto nella società borghese dell’Ottocento, con la diffusione del romanzo che le donne accedono in numero crescente alla lettura. Lettura e libri diventano un mezzo per accostarsi a nuovi saperi, ma sempre più spesso anche una via per sfuggire alla realtà e rifugiarsi in mondi fantastici. La lettrice ottocentesca di romanzi par excellence è Emma Bovary, personaggio reso immortale da Gustave Flaubert. Uscito per la prima volta nel 1856, Madame Bovary è diventato uno dei grandi classici dell’Ottocento.
Emma Bovary è l'antesignana e il simbolo della donna romantica:suicida, per amore, ma soprattutto perché non riesce a tollerare la prosaicità della vita reale, così diversa dal mondo ideale rappresentato nei romanzi.
Come Don Chisciotte, uscito di senno per aver letto troppi romanzi cavallereschi, anche Emma sarà vittima delle sue letture romanzesche, che la portano a fantasticare e a desiderare un'esistenza diversa, brillante, lontana dalla meschinità della vita di provincia. Dalla Emma Bovary lettrice prenderà il nome questo tipo di atteggiamento: Bovarismo.

Il leggere Emma viene stigmatizzato: perché di fatto scegliendo le sue letture, sfugge e si sottrae al controllo maschile. È questo che fa di lei una donna pericolosa: per sé stessa, vittima delle sue insane fantasticherie, ma soprattutto per la società, perché nell’Ottocento la lettura, per una donna, è ancora considerata un comportamento sociale nocivo e dannoso.
Emma, Jane, Anna, e le altre: attraverso la lettura evadono dalla monotonia borghese, dalla piccola realtà di provincia per ambire alle emozioni e alle suggestioni della vita delle grandi città. Nei romanzi trovano modelli femminili, comportamenti, destini possibili con cui di volta in volta confrontarsi, identificarsi; da cui differenziarsi - quella delle donne dell’Ottocento è una lettura attiva e non passiva, partecipata, appassionata, a volte polemica.

Le donne che leggono sono pericolose perché in questo modo si sono appropriate (e forse lo fanno ancora oggi) di conoscenze ed esperienze originariamente non destinate a loro, creandosi una propria immagine del mondo, spesso al di là della mediazione maschile. Nel momento in cui hanno capito che, grazie alla lettura, potevano sostituire il mondo della casa con quello sconfinato del pensiero, della fantasia e del sapere, le donne sono diventate una minaccia. Dono pericolose, come scrive Daria Bignardi, "perché non si annoiano mai: hanno sempre una via di fuga, se ne infischiano se le fai troppo soffrire perché loro s'innamorano di un altro libro, di un'altra storia, e ti abbandonano. Perché nutrono i loro sogni: e non c'è nulla di più rivoluzionario di una donna che sogna di cambiare la propria vita. Se lo fa, farà la rivoluzione, se non lo fa, seminerà il terrore". Le donne che leggono sono pericolose: soprattutto per se stesse. Ci sarà un motivo se la storia dell'umanità ha ritardato la lettura alle donne. La natura sapeva che avrebbe complicato loro la vita.

Per tanti secoli le donne sono state solo "le piccole mosche" che cadevano nella rete della parola scritta, come scrive Dubravka Ugrešić nel suo libro Vietato leggere. Col tempo sono diventate sempre più numerose le donne che si sono lasciate e si lasciano prendere nella rete delle storie, con entusiasmo e passione.

E anche oggi, nel XXI secolo e nell'era digitale il volto e l'animo del lettore sono quelli di una donna. Le donne sono di gran lunga le maggiori consumatrici di cultura – e non solo sotto forma di lettura di romanzi. In Italia legge il 71% delle donne contro il 59% degli uomini tra i 14 e i 75 anni e si registra anche un aumento della percentuale di scrittrici e della loro presenza nei ruoli dirigenziali dell'editoria. In Svizzera, stando ai dati dell'Ufficio federale di statistica del 2017, a leggere sono soprattutto le donne, il 34% di loro legge più di 13 libri l'anno.

Noi, in questa edizione di Piazzaparola leggeremo, resteremo in ascolto e ci innamoreremo delle donne che leggono, che scrivono, che pubblicano libri: donne intense, ribelle e irriverenti.

 

 

I temi delle precedenti edizioni

2017        Don Giovanni - Il codice dell'inganno

2016        Don Chisciotte della Mancha

2015        Publio Ovidio Nasone

2014        Leonardo da Vinci

2013        Giovanni Boccaccio

2012        Omero

2011        Dante Alighieri

 

Gli ospiti delle precedenti edizioni

Prisca Agustoni, Solvejg Albeverio Manzoni, Sebastiano Michele Amadò, Lukas Bärfuss, Fosca Bernasconi, Simone Balestra, Daniele Bernardi, Alda Bernasconi, Grazia Bernasconi, Maurizio Bettini, Dario Bianchi, Francesco Bossaglia, Irena Brezna, Lorenzo Buccella, Renato Cadel, Arno Camenisch, Sabrina Caregnato, Giampiero Casagrande, Fiorenza Casanova, Pierre Chappuis, Daniele Dell’Agnola, Antoine Deprez, Daniel De Roulet, Paolo Di Stefano, Chiara Donelli Cornaro, Fabio Doriali Jacques Dupin, Marco Fasola, Andrea Fazioli, Anna Felder, Ernesto Ferrero, Feliciana Fiscalini Tocchetto, Simone Fornara, Angelo Gaccione, Giovanni Galfetti, Mario Gamba, Claire Genoux, Sara Giulivi, I Giullari dei Visconti, Greensleeves, Eloisa Guarracino, Giorgio Häusermann, Markus Hediger, Federico Hindermann, Gilberto Isella, Elisabetta Jankovich, Clemens Jetzler, Alberto Lo Gatto, Sofia Marazzi, Ada Masoero, Manuela Mazzi, Simona Meisser, Casio Mendez, Marco Meneguzzo, Klaus Merz, Thomas Meyer, Marko Miladinovic, Roberto Milan, Christian Moccia, Bruno Monguzzi, Loredana Müller, Adolf Muschg, Alberto Nessi, Paolo Orvieto, Andrea Paganini, Nasser Pejman, Giuliana Pelli Grandini, Matteo Pelli, Vincenzo Pezzella, Annamaria Pianezzi Marcacci, Rosa Pierno, Sibylle Omlin, Simona Pellegrini, Eleonora Porro, Folco Quilici, Ilma Rakusa, Philippe Rhamy, Jean-Marie Reynier, Elena Revelant, Gianni Rizzoni, Sergio Roic, Federico Roncoroni, Mario Rondi, Emanuel Rosenberg, Luca Saltini, Bertrand Schmidt, Carlo Silini, Giovanni Soldati, Denise Storni, Alain-Claude Sulzer, Vincenzo Todisco, Adolfo Tomasini, Beppe Vedani, Fiorenza Wiedman, Tatiana Winteler, Elena Wullschleger, Cristina Zamboni, Luciano Zampar, Barbara Zanichelli, Claudio Zanini, David Zurbuchen.

 

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